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Grazie ai finanziamenti del Dipartimento regionale della Programmazione, il comune di Santa Venerina, così come gli altri facenti parte della coalizione denominata “Aci – Jonica”, avrà a disposizione i finanziamenti necessari per dare il via a due importanti progetti, inseriti nel 2009 nel programma operativo regionale dl fondo europeo per lo sviluppo regionale. Tutti i progetti finanziati (per un totale di 140 mln) rispettano i vincoli di uno “sviluppo urbano sostenibile” e contribuiranno a fare respirare l’economia in un quadro di sostenibilità ambientale e territoriale dei rispettivi comuni. A Santa Venerina i progetti ammessi sono due: la riqualificazione dello storico Cine-teatro Eliseo e il quarto lotto del torrente Fago. Il successo in merito all’ottenimento dei finanziamenti (“Piani integrati di sviluppo urbano” e “Piani integrati di sviluppo territoriale”), va detto, è frutto di un lavoro intenso svolto assieme dai comuni della fascia “Aci – Jonica”. Per la riqualificazione del Cine-teatro Eliseo, l’amministrazione comunale avrà a disposizione 1 milione e 850 mila euro. La storica struttura sita in via Vittorio Emanuele, acquistata nel 1999-2002 dalla seconda amministrazione Pappalardo e al centro di un primo progetto nel 2003, sarà destinata per il suo fine primario e cioè per le rappresentazioni teatrali ma servirà anche per le conferenze e gli incontri culturali. Per quanto concerne il torrente Fago, già buona parte del torrente è stato messo in sicurezza e ripulito, in particolare il tratto che dal campo sportivo giunge al ponte di collegamento in via fago sotto la villa comunale. I lavori del primo e secondo lotto furono finanziati nel 2009. Sono in corso i lavori concernenti il terzo lotto del torrente, che si estende dal ponte di via fago fino alla località Badia, dove sarà costruito un altro ponte di collegamento che servirà ad eliminare una pericolosa e tortuosa strozzatura viaria. Per il quarto lotto invece, i finanziamenti che l’amministrazione avrà a disposizione ammontano a un 1 milione e 325 mila euro. Nell’ambito di questi lavori è prevista la costruzione di un altro ponte di collegamento tra la via Vittorio Emanuele e il campo sportivo. Tratto dopo tratto, il torrente Fago viene riqualificato e rinaturalizzato attraverso interventi di bonifica, costruzione degli argini e la costruzione di ponticelli di collegamento in pieno rispetto della tutela ambientale e territoriale; dopo i primi quattro lotti si attendono novità per l’ultimo tratto di torrente, quello che giunge fino alla località molto suggestiva del “salto del Fago”.
Una ricca kermesse per riscoprire i giochi e le tradizioni di una volta
In un’epoca in cui la globalizzazione sempre più concorre a cancellare memorie e usanze di un tempo, una manifestazione ludica, ricreativa e culturale come “I jochi di ‘na vota”, dà prova di uno straordinario interesse della collettività a rituffarsi nel passato per rivivere le gioie e gli stupori con cui la sua giovinezza si è impreziosita. Il desiderio di proporre i giochi di una volta è nato quando da una semplice e spensierata chiacchierata tra amici è germogliata l’idea di farli rivivere alla comunità di Dagala del Re, nella quale la presenza del Comitato dei Festeggiamenti di Maria SS. Immacolata, organizzatore dell’evento, fa da traino all’intero paese e permette a tutti i parrocchiani di vivere momenti di autentica fraternità: è il medesimo presupposto da cui nascono e si realizzano tutte le manifestazioni sociali che si svolgono durante l’anno.
I giochi di una volta si svolgeranno domenica 19 giugno in piazza Immacolata a partire dalle ore 9 fino alle ore serali con una ricca kermesse che abbraccia non solo i giochi, ma anche la cucina tipica siciliana, il raduno e l’esposizione di auto d’epoca, l’esposizione di foto, oggetti, libri di una volta, momenti di musica e balli tipici della tradizione siciliana nonché proiezioni video a tema.
La manifestazione, oltre alla collaborazione di “Pianeta 2000” e degli “Amatori di Fiat 500” per quel che concerne le auto d’epoca, vedrà la presenza del prof. Salvatore Di Mauro di Aci Bonaccorsi, appassionato collezionista; l’animazione musicale è affidata al gruppo folkloristico “Vecchia Jonia”, molto conosciuto e apprezzato nel comprensorio etneo. I giochi che saranno proposti ai partecipanti sono tutti cari alla memoria degli under 40 e non solo: ‘a ciappedda, ‘u jocu de’ cupirtuni, ‘ u cerchiu, ‘a fionda, ‘ u tiru co barattulu, ‘u tuppetturu cca lazzata, ‘u jocu de’ tappi, ‘u sciancateddu, e così via.
Nella serata, tra proverbi, aneddoti e storielle raccontati in dialetto siciliano, si potranno gustare i piatti tipici della tradizione contadina: ‘a ‘nsalata cca lumia e ‘a cipudda, ‘u pani co pumadoru, ‘a pasta co finocchiu e co maccu e il tradizionale paninu cca sasizza; ma la domenica sera ci sarà spazio pure per le sorprese … un motivo in più per partecipare a questo evento dal sapore tutto siciliano.
La Giunta Pappalardo “ringiovanisce” e si colora di rosa. Due under 35, di cui una donna, sono infatti i nuovi assessori che rimpiazzano Ivan Siragusa e Nino Strano, l’uno allontanato e l’altro dimessosi a seguito della crisi politico-amministrativa del marzo scorso: si tratta di Orazio Giovanni Vecchio, 35 anni il mese prossimo, e Sandra Patanè, 33 anni, entrambi avvocati. L’atto di nomina è stato ufficializzato ieri dal sindaco Enrico Pappalardo, che ha così concluso, dopo un mese e mezzo, confronti e trattative con le forze politiche per integrare la sua Giunta.
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Sandra Patané
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Orazio Giovanni Vecchio
Sul tappeto, nelle scorse settimane, si erano succedute varie ipotesi. Alla fine, però, non si è verificato alcun formale allargamento della maggioranza a forze estranee a quelle di cui è attualmente composta. Perché, da un lato, Patanè, prima dei non eletti in Consiglio nella lista per Pappalardo sindaco, fa parte del Pdl. Dall’altro lato, a proposito dell’ingresso in Giunta di Vecchio, il locale circolo “Paolo Borsellino” di Futuro e Libertà, di cui il nuovo assessore è fondatore, «nello specificare che non c’è stato alcun accordo politico con il sindaco dott. Enrico Pappalardo, prende atto – si legge in una nota – della decisione personale dell’avv. Orazio Giovanni Vecchio di accettare, in qualità di tecnico, la nomina ad assessore, propostagli dal sindaco». Anche se la minoranza non è orientata a fare sconti all’amministrazione, i due ingressi dovrebbero puntellare la maggioranza in Consiglio comunale, che dopo la crisi aveva registrato degli scricchiolii. E il sindaco scommette sui due innesti: «I nuovi assessori qualificheranno l’azione amministrativa – dice – e potranno essere di stimolo anche agli altri nel portare avanti, negli ultimi due anni di mandato, il programma amministrativo». Pappalardo affiderà le deleghe a Vecchio e Patanè, prima donna della sua Giunta, nei prossimi giorni, dopo un rimpasto che interesserà anche gli altri assessori.
La Sicilia, 20-05-2011
Sabato 14 maggio la Piazza Immacolata di Dagala del Re si è trasformata in un cantiere ecologico grazie ad un’iniziativa del Comitato per i festeggiamenti in onore di Maria SS. Immacolata anno 2011 il quale, con propri mezzi e animato da buona volontà e desiderio di vivere in luoghi più “immacolati”, ha effettuato una ripulitura delle erbacce cresciute lungo le aiuole della piazza e le ha arricchite con piante e fiori. Si è voluti agire, fanno sapere i membri del comitato, per la tutela della piazza ma soprattutto per dimostrare che le attività che si svolgono durante l’anno non sono esclusivamente finalizzate al sostegno finanziario dei festeggiamenti dell’8 dicembre. Vale la pena qui ricordare, che già da diversi anni è cresciuta l’attenzione e la sensibilità verso alcune tematiche sociali che non riguardano soltanto l’ambito parrocchiale, ma in senso più ampio quello comunitario. Chi si è operato in tale direzione sa bene di quali iniziative si vuole menzionare: non volendo elogiare alcunché, ci limitiamo a ringraziare l’impegno profuso e a invitare i futuri comitati a proseguire queste utili e significative iniziative. L’iniziativa, va detto, non nasce in seguito a contrasti con l’amministrazione comunale né tanto meno le ha voluto fare un dispetto. Anzi, da quanto si apprende, l’amministrazione si è dimostrata disponibile a sostenere l’iniziativa e ha promesso una pulizia straordinaria della piazza in seguito. Nelle aiuole della piazza sono state piantate diverse palme modello Washingtontonia, Tronchi della felicità e altre varie piante. Mentre nelle singole aiuole poste al margine lungo la ringhiera della piazza e in quella posta sotto la colonna votiva dell’Immacolata sono state piantate le petunie e verranno in seguito completate con l’aggiunta di altre piante. Il muro imbrattato da scritte per opera di vandali, segnalate qualche settimana fa, è stato ripulito con il rifacimento dell’intonaco. Si vuole augurare, da più parti, che lo stato attuale della piazza possa avere lunga vita e contribuisca a lanciare un forte messaggio a tutti i cittadini: il rispetto e l’interesse verso la proprio paese che vanno oltre all’impegno personale e abbracciano quello comunitario.
Domenica 15 maggio il 94° giro d’Italia lascerà il segno anche nella nostra cittadina. Si tratta di un evento che, come in ogni altro paese che vedrà sfrecciare i numerosi ciclisti dalle coloratissime maglie, coinvolgerà una moltitudine di appassionati e curiosi, da una parte, e l’amministrazione locale con i Vigili Urbani, Protezione civile, Croce Rossa, dall’altra, quest’ultimi impegnati nel predisporre uno straordinario piano di sicurezza per il passaggio dei ciclisti. La macchina operativa, fa sapere l’assessore allo Sport, Turismo e Spettacolo Angelo Musmeci, sarà attiva già dalle 11,30 di Domenica e lo resterà fino alle 16,00 del pomeriggio. I ciclisti, provenienti da Zafferana, gireranno per la via Princessa, la via Vittorio Emanuele, attraverseranno Piazza Regina Margherita, scenderanno per la via Aldo Moro, la Via Provinciale e, attraversata la frazione di Linera, giungeranno al bivio per Santa Maria Ammalati giungendo così ad Acireale. Domenica si disputerà la 9° tappa d’alta montagna Messina – Etna. Il passaggio dei ciclisti per le strade di Santa Venerina, salvo cambiamenti dell’ultima ora, è previsto intorno alle ore 14,15: giusto il tempo di un ricco pranzo domenicale e poi tutti in strada ad immortalare questo evento storico per il nostro paese.
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Lo scorso 29 Aprile ha avuto luogo il quinto ed ultimo appuntamento nell’aula magna della Scuola Media “A. Manzoni” di Santa Venerina del progetto “Santa Venerina fra Storia, Letteratura, Arte e Tradizione” a cura del preside Giovanni Vecchio. La prima parte dell’incontro è stata dedicata ad alcuni momenti di storia locale: scontro tra tedeschi ed inglesi a Linera del 10 Agosto 1943 (dalla “Cronistoria della Parrocchia di Linera”) e tedeschi ed inglesi a S. Venerina (da “S. Venerina. Il mio paese”di G. Longo). Le testimonianze sono state lette dall’attore Franco Cannata e dalla prof.ssa Teresa Maccarrone. Sono stati presentati inoltre rari filmati d’epoca e straordinarie immagini dell’arrivo degli Angloamercani ad Acireale e dintorni. Sono stati proiettati, subito dopo, filmati del 25 Aprile 1945 e è stata ascoltata in diretta la testimonianza del reduce di Cefalonia Antonino Corvaia. A conclusione della prima parte dell’incontro culturale sono state commentate delle immagini di “Basula Fest”, esempio di come si festeggia nel Parco naturalistico di Cosentini la ricorrenza del 25 aprile, giornata che permette ogni anno la presenza di realtà artistiche, popolari e tradizionali, con espressioni di libertà e musica. Nella seconda parte è stato ricordato il fenomeno delle radio libere negli anni Settanta , con particolare attenzione a quelle locali. A questo proposito sono state presentate immagini e testimonianze, suoni e voci della radio locale RTB – S. Venerina International ( Antenna Jonico- Etnea), con la partecipazione di speakers e dj di allora, per richiamare alla memoria quei momenti condivisi di esperienza del servizio radiofonico. Sono intervenuti, tra gli altri, l’ex presidente P.I. Antonino Russo e il primo direttore responsabile dell’emittente, il giornalista Giuseppe Vecchio, che ha sottolineato come oggi si senta la mancanza del prezioso servizio reso alla comunità dalla radio locale ed ha auspicato che ci siano le condizioni per riprendere, tenendo conto della normativa di prossima emanazione, un’esperienza di grande valore sociale e culturale. La radio era l’unica vera occasione di confronto sui problemi amministrativi locali e vera palestra civile per il territorio. Grande entusiasmo tra gli intervenuti, che in molti casi si rivedevano dopo quasi un trentennio e di cui sono state ascoltate le voci di allora conservate nell’archivio personale del prof. Vecchio. I legami di amicizia legati alla gratuità dell’impegno e alla carica di entusiasmo resistono nel tempo e in alcuni casi si sono tradotti nella costituzione di una famiglia felice e allietata dalla prole. A conclusione dell’incontro, nel ristorante-pizzeria “La Lumera” c’è stato un incontro conviviale con pizza, musica e tanti ricordi, sollecitati dalla verve dello speaker Pietro Coco.Si è concluso così il ciclo di conferenze che ha coinvolto un pubblico numeroso e qualificato. Il dirigente scolastico dell’I.C. “A. Manzoni” dr. Antonino D’Urso, ha ripercorso l’interessante itinerario di quest’anno ed ha auspicato una terza edizione dal prossimo autunno.
Escluse le calamità naturali e l’incuria del tempo, c’è un elemento che prescinde dal corso naturale degli eventi e occupa uno spazio altrettanto rilevante, come i primi, in quella che possiamo definire storia del degrado artistico e, aggiungiamo, ambientale: si tratta dell’inoperosità degli amministratori, senza distinguo, causata da un lato da intralci burocratici e scarsi finanziamenti e dall’altro lato dalle difficoltà di natura tecnica legate a situazioni particolari, quali ad esempio l’espropriazione di un terreno o il coinvolgimento di un proprietario che, vuoi perché deceduto o residente in altre parti del pianeta, diventa con il passare del tempo un vero e proprio miraggio e senza la quale, in alcuni casi, diventa impossibile portare a termine un progetto di recupero di un particolare manufatto storico.
Eppure, qualche recupero importante sa da farsi: stiamo parlando della “Tenutella”, di cui oggi rimane solo la facciata della chiesetta. Mancano le ultime rifiniture esterne e la creazione di un punto luce per la sua illuminazione e sarà in seguito stabilita la data d’inaugurazione, ha affermato l’arch. Giuseppe Marano, Presidente del Consiglio Comunale. Sulla Tenutella torneremo a parlare in occasione dell’inaugurazione.
Già da qualche tempo sono in corso ulteriori tentativi di recupero per quanto concerne l’antica cella trichora di Santo Stefano sita in contrada San Michele tra le frazioni di Dagala del Re e Bongiardo. Il rudere di epoca bizantina a noi pervenuto fu scoperto e menzionato per la prima volta nel 1938 dallo studioso Pace. Altri importanti contributi furono quelli del Bottari e del sopraintendente Lo Jacono, quest’ultimo protagonista del recupero dell’intera area di Santo Stefano effettuato nel 1959. Sull’importanza di questo sito, numerosi sono stati gli studi: citiamo uno su tutti quello del prof. Giovanni Vecchio, autore del volumetto “La cella trichora di Santo Stefano e l’antico eremo di Dagala del Re” che fa parte della raccolta di studi “Memorie e Rendiconti” della Zalantea e pubblicato in esso nel 2008. Considerevoli progetti di recupero dell’intera area sono stati elaborati tra gli anni ’80 e ‘90 e sull’argomento ci soffermiamo aggiornando la situazione alla luce di quanto è emerso in tempi recenti. I primi tentativi di recupero risalgono già al 2002 quando, durante la seconda amministrazione Pappalardo, il recupero si presentò confuso a causa dei numerosi proprietari dell’area interessata, situazione poi definitivamente peggiorata con l’avvento del terremoto che fece slittare tutto l’iter. Recenti chiarimenti giungono dall’Australia, dove risiede l’ultima persona da mettere in contatto per l’acquisto dell’ultimo pezzetto di terra confinante con il rudere di Santo Stefano. Naturalmente si tratta di qualche erede del proprietario ora mai deceduto. Vedere questo prezioso monumento di epoca bizantina ben custodito, consolidato e soprattutto liberato dalle parti interrate, dalle erbe e dagli arbusti che lo ricoprono e lo degradano, speriamo diventi presto realtà.
Ci sono anche strutture acquistate già da qualche tempo ma che rimangono affidate all’incuria del tempo e a tutto ciò che ne consegue: un esempio ci viene dell’ex cinema Eliseo, acquistato nel 2001, un edificio storico e più che mai vivo nei ricordi degli abitanti del paese, specie in quelli più anziani. L’edificio potrebbe essere convertito a sala congressi oppure ospitare un piccolo museo della civiltà contadina, un’iniziativa che risponderebbe in pieno alle peculiarità storiche ed economiche di Santa Venerina.
Purtroppo si registrano pure situazioni tristi e inaspettate come il crollo (casuale o causato?) della “Cupoletta” del feudo risalente al tardo ottocento, uno dei simboli dell’identità storica del nostro paese. Erano già in corso, prima del crollo registrato lo scorso inverno, alcuni tentativi per l’acquisto del manufatto artistico: essi si rivelarono del tutto inefficienti poiché non riuscirono a contrattare a buon fine con il proprietario del terreno su cui si ergeva la caratteristica Cupoletta. Ciò che rimane oggi è solo la base e i vari blocchi disseminati in mezzo agli arbusti e le spine. Per quest’ area, fa sapere l’arch. Marano, la soluzione migliore pare essere quella di una ricostruzione del manufatto e la creazione di un’ area verde recintata. Anche qui speriamo che diventi realtà al più presto.
Altri importanti recuperi, già programmati dall’amministrazione comunale e riferiteci dal Presidente del Consiglio Marano, concernano le edicole votive, conosciute in dialetto “atareddi”, che sono numerosissime in tutto il territorio comunale. Alcune d’esse sono d’importanza storica e artistica: quella sita in Via Federico II raffigurante la Madonna del Carmelo del XVI secolo, adiacente allo storico “Palazzello” dove recentemente un caratteristico concio di pietra lavica si è staccato presumibilmente per il passaggio di un mezzo pesante, quella sita in via Duccio Galimberti della Madonna dell’Aiuto dove si svolge una festa ogni ultima domenica d’agosto e quella di via Fago raffigurante la Madonna con il Bambino. La maggior parte di queste edicole votive sono oggi di proprietà privata: il progetto di recupero prevede la loro acquisizione, il loro consolidamento e la ripulitura dalle erbacce. Meritano d’essere citati altri due importanti progetti di recupero: quello inerente alle teste di cera del presepio artistico della chiesa matrice Santa Venera e della chiesa di Cosentini e la convenzione con l’Università di Catania per la gestione del parco naturale di Cosentini.
Al termine di questo excursus sullo stato attuale del patrimonio artistico del nostro paese, se da un lato è emerso come siano urgenti misure di recupero e “tutela”, dall’altro lato si fa sempre più forte la convinzione della necessità di valorizzare ancora di più, come mai è stato fatto, questo patrimonio storico – artistico ricco di monumenti della civiltà contadina, di edifici religiosi e non solo, attraverso un circuito ambizioso che attiri al suo interno tutti i potenziali turisti.
Nel prossimo articolo porremo l’attenzione sullo stato dei lavori di restauro della chiesa del Sacro Cuore di Gesù e su quelli della chiesa della Madonna del Carmelo di Bongiardo, rese inagibili, come sappiamo, in seguito al terremoto del 2002.
 
Sabato 16 aprile, nella scuola media “A: Manzoni” di Santa Venerina si è svolta la sedicesima sagra della “cuddura”, arte di rinnovata tradizione e parecchio sentita da tutta la comunità partecipe. Aiutati dai nonni, i vari bambini e studenti delle scuole elementari, medie e persino della scuola dell’ d’infanzia hanno partecipato con gioia a questo ormai consueto appuntamento, previsto ogni sabato precedente alla domenica delle palme, con l’ obiettivo di raggiungere un certo incasso, necessario ad azioni solidaristiche come l’adozione a distanza. “Caricare tale evento di significato religioso, in quanto periodo pasquale, non è l’unico nostro fine, bensì è necessario educare alla solidarietà”, ecco le parole del preside della stessa scuola Antonino D’Urso. La locandina, elaborata dal prof. Riccardo Consoli è stata creata dai ragazzi, e la manifestazione organizzata da tutti gli insegnanti, dagli stessi alunni e dai genitori di questi. Le “cuddure” sono infatti, espressione di grande collaborazione che vedono come protagonisti i bambini e non solo, si tratta di un momento di unione e di allegria fra le varie generazioni, il cui frutto prende varie forme e colori nelle “cuddure” esposte sulla tavolata dell’aula magna e avvolte in carta trasparente per questioni d’igiene.
Venerdì 29 Aprile, alle ore 17,30 si terrà il quinto ed ultimo appuntamento nell’aula magna della Scuola Media “A. Manzoni” di Santa Venerina del progetto “Santa Venerina fra Storia, Letteratura, Arte e Tradizione” a cura del preside Giovanni Vecchio. La prima parte della manifestazione verrà dedicata ai momenti di storia locale: scontro tra tedeschi ed inglesi a Linera del 10 Agosto 1943 (dalla “Cronistoria della Parrocchia di Linera”) e tedeschi ed inglesi a S. Venerina (da “S. Venerina. Il mio paese”di G. Longo). Le letture saranno affidate a Franco Cannata e Teresa Maccarrone. Oltre a ciò, verranno presentati rari filmati d’epoca e straordinarie immagini dell’arrivo degli Angloamercani ad Acireale e dintorni. Saranno proiettati, subito dopo, filmati del 25 Aprile 1945 e sarà ascoltata in diretta la testimonianza del reduce di Cefalonia Antonino Corvaia con un’appendice durante la quale sarà presentato in quale modo si festeggia oggi il giorno della Liberazione nel Parco Cosentini di Linera, con la manifestazione “Basula fest”, giornata che permette ogni anno la presenza di realtà artistiche, popolari e tradizionali, con espressioni di libertà e musica all’interno del parco naturalistico. Nella seconda parte verrà ricordato il fenomeno delle radio libere negli anni Settanta , con particolare attenzione a quelle locali. A questo proposito verranno presentate immagini e testimonianze, suoni e voci della radio locale RTB – S. Venerina International ( Antenna Jonico- Etnea), con la partecipazione di speakers e dj di allora, per richiamare alla memoria quei momenti condivisi di esperienza del servizio radiofonico. A conclusione dell’incontro, alle ore 20,30 circa, seguirà nella Sala Princessa del ristorante-pizzeria “La Lumera” un incontro conviviale con pizza, musica e tanto divertimento! Chi volesse partecipare dovrà comunicarlo ad Alberto Russo (tel. 095 953404) o Giovanni Vecchio (095 953074). Un evento dunque da non perdere.
  Venerdì 8 Aprile, nell’aula magna della Scuola Media “A. Manzoni” di Santa Venerina si è tenuto il quarto incontro del progetto “Santa Venerina fra Storia, Letteratura, Arte e Tradizione” curato del preside Giovanni Vecchio e introdotto, come di consueto, dal dirigente scolastico dr. Antonino D’Urso. Nella prima parte della manifestazione, dedicata all’economia e all’imprenditorialità nel territorio comunale, il prof. Vecchio ha presentato una rassegna delle attività del settore primario, secondario e dei servizi di oggi e anche di ieri, accompagnata da un centinaio di immagini dimostrative. Il relatore ha messo in evidenza come i vari settori operativi, per quanto alcuni come l’imprenditoria del settore edile e quella della produzione di vini e distillati si stiano distinguendo per capacità e qualità, non si intravvede ancora, in mancanza del piano regolatore generale, verso quale direzione si muoverà lo sviluppo locale: turismo o agroindustria oppure imprenditoria plurisettoriale, commercio e servizi o altro. Si è passati subito dopo alla presentazione di due imprenditori locali dell’edilizia che si sono cimentati con successo con la scrittura. Il geom. Andrea Vecchio, infatti, ultimamente ha dedicato parte del suo tempo alla scrittura e al giornalismo. La sua opera “Ricette di legalità” (di cui Anna Maria Patané e Teresa Maccarrone hanno letto alcuni estratti) si è avvalsa della nota introduttiva di Andrea Camilleri; la sua rubrica “Il Disappunto” del settimanale “S” viene seguita con interesse da molti lettori. Andrea Vecchio durante l’intervista ha raccontato un po’ della sua vita a cominciare dall’infanzia caratterizzata spesso da difficoltà economiche della famiglia e delle scelte “obbligate” che lo indirizzarono verso l’edilizia in cui suo padre si distingueva e poi verso il conseguimento del diploma di geometra. Ma nella sua formazione, sin dalle scuole elementari, influì non poco il suo maestro, prof. Giuseppe Longo, che seppe motivarlo alla lettura di opere di scrittori famosi, che contribuirono alla sua formazione umanistica e alla sua attitudine all’uso del linguaggio orale e scritto. Ha poi fatto il punto sul momento di crisi che stiamo attraversando, mettendo in guardia dai facili ottimismi e sottolineando che i tempi dell’assistenzialismo sono definitivamente tramontati. Non ha mancato si evidenziare, a titolo personale e quale presidente provinciale dell’Associazione Nazionale Costruttori Edili, l’impegno contro le estorsioni mafiose, che lo ha fatto conoscere per tale motivo a livello nazionale. L’A.N.C.E. si è distinta a sua volta nel finanziamento di opere sociali di particolare importanza come la scuola di Herat “Maria Grazia Cutuli”, inaugurata recentemente in Afganistan, per la quale l’A.N.C.E. ha messo i fondi per la realizzazione della biblioteca, o il campo sportivo di Linera. L’altro personaggio, che ha scoperto la sua vena poetica in vernacolo in età matura, è il pluripremiato geom. Giovanni Grasso, conosciuto e apprezzato per i suoi versi, da lui stesso letti durante la serata. Egli è autore di quattro volumi, tra i quali ne segnaliamo uno dedicato al papa Giovanni Paolo II (musicato dalla cantastorie di Terrasini Giuseppina Veronica Bellone), e un altro, che è poema in ottave, dedicato alle nove province della Sicilia. In questo contesto, importante è stato l’intervento dell’avv. Anna Ruggieri, avvocato e giornalista, che ha illustrato l’uso del vernacolo con il recupero di termini e locuzioni rare e l’afflato dell’autore verso la terra natìa, oltre alla fervida religiosità.. Durante la seconda parte della manifestazione è stata ricordata a 12 anni dalla tragica scomparsa all’età di 24 anni, l’insegnante, musicista e poetessa Laura Faro. Presente la sua famiglia, orgogliosa di commemorarla insieme al numeroso pubblico tramite le immagini e la lettura delle sue poesie piene di affetto, misto a simpatica ironia, rivolte ai suoi genitori e alla nonna. Altrettanto commovente il momento dedicato a Maria Romeo Garufi, deceduta nel 1998, ma riascoltata in alcune antiche orazioni dialettali del periodo della Settimana Santa grazie all’ausilio di una audio-registrazione degli anni ‘70. La parte finale è stata dedicata, infatti, alle tradizioni pasquali nel territorio con letture di Teresa Maccarrone, Rosa Garufi e Anna Maria Patanè, la proiezione di un interessante documentario a cura del dr. Salvatore Sciacca sulle cerimonie del Giovedì e del Venerdì Santo, nonché con immagini dei dolci tipici e, in particolare, della classica “cuddura ccu l’ova”. Sul tema delle tradizioni della Settimana Santa si sono, infine, soffermati Dario Mangano per la comunità di Bongiardo e Domenico Strano per quella di Dagala. Un appuntamento dunque molto vario e interessante, con la consueta “regia” del prof. Giovanni Vecchio, che ha saputo coniugare poesia, cultura, tradizioni certo, ma che ha regalato anche al pubblico intervenuto grandi momenti suggestivi ed emozionanti. Tra i presenti segnaliamo il sindaco dr. Enrico Pappalardo, il poeta Nino Grasso Atlante e l’ing. Michele Grasso.
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